Saluzzo: Casa, bollette e cibo: la Caritas di Saluzzo risponde alle fragilità e alle necessità crescenti sul territorio

Lavoratori, ma sempre più poveri

La fragilità economica sta superando l’emergenza temporanea, diventando una normalità strutturale. La situazione del saluzzese riflette i dati nazionali illustrati nel Report Statistico Nazionale 2026 di Caritas Italiana, presentato il 16 giugno scorso a Roma.

A Saluzzo, il termometro della situazione è il centro di ascolto della Caritas diocesana, in via del Seminario, aperto, tre volte a settimana (il lunedì pomeriggio, il martedì pomeriggio e il venerdì mattina). Un presidio fondamentale che nei primi mesi di quest’anno ha già registrato numeri record, superando i 350 accessi. Di questi l’80% sono cittadini stranieri, il 20% italiani, 60% donne, 20% uomini. «Abbiamo già quasi interamente raggiunto i livelli del 2025» afferma Giuseppe Maggi, direttore della Caritas di Saluzzo.  

Chi bussa alla Caritas di Saluzzo? 
La mappa del bisogno incrocia generazioni diverse. Spiega il direttore: «La fascia più colpita è quella in piena età lavorativa: persone tra i 25 e i 45 anni, seguite da circa il 30% di utenti nella fascia tra i 46 e i 60 anni. Tuttavia, sta aumentando in modo preoccupante il numero degli over 75». 

È il riflesso del trend nazionale del Report 2026, che evidenzia un boom della povertà tra gli anziani, spesso schiacciati dalla solitudine, da problemi di salute e da pensioni minime insufficienti a coprire il costo della vita.
I motivi dell’accesso sono quasi sempre legati a un reddito insufficiente che genera povertà materiali. «Si tratta dei cosiddetti “lavoratori poveri”, persone che hanno un lavoro, ma le cui entrate sono così basse da equivalere a malapena alla quota dell’affitto di casa. La causa principale è la mancanza di un reddito da lavoro stabile». I più colpiti sono i lavoratori precari, quelli con occupazioni a tempo determinato, contratti con un monte ore ridotto e altri casi di lavoro grigio. Secondo l’analisi di Caritas, i settori economici in cui si concentrano maggiormente queste fragilità sono l’assistenza agli anziani (badanti e collaboratrici domestiche), i servizi di pulizia e l’agricoltura. «Comparti strutturalmente legati alla stagionalità e a dinamiche esterne, che lasciano i lavoratori privi di tutele non appena la stagione finisce o la domanda cala» commenta Maggi.
 
Il servizio completo in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 25 giugno. 

Seguici sui nostri canali FacebookInstagram Whatsapp