Torino celebra una pagina memorabile di storia e geopolitica con una mostra che trasforma l’archivio storico in materia estetica e concettuale. Fino al 4 ottobre 2026, il Centro Storico Fiat ospita «Torino-Togliatti 1966-2026. Uno stabilimento grande subito», l’attesa rassegna curata da Claudio Giunta e Giovanna Silva, con Maurizio Torchio.
Proprio in quella sede, nel maggio del 1966, venne firmato l’epocale accordo tra Italia e Urss per la costruzione dello stabilimento AutoVAZ a Togliatti, una delle più imponenti operazioni industriali e diplomatiche del secondo dopoguerra, capace di sfidare i rigidi blocchi della Guerra Fredda.
L’esposizione si inserisce nel dibattito artistico contemporaneo sull’uso del documento d’archivio come opera d’arte e presenta fotografie d’epoca, carteggi amministrativi, relazioni tecniche e telegrammi che evocano giganti come Chrušcëv, Kosygin, Kennedy e McNamara. In esposizione non semplici reperti, ma frammenti di un mosaico visivo potente. Questa architettura documentale dialoga con il presente grazie al reportage fotografico realizzato a Togliatti nel 2019 da Silva e Giunta.
Le immagini geometriche e crude di Silva catturano l’eredità urbanistica post-sovietica, gli spazi monumentali e i dettagli d’archivio, creando un cortocircuito temporale dal forte impatto visivo.
Al centro del percorso espositivo spicca la mitica 124 Žigulì, l’auto simbolo dell’accordo, qui elevata a oggetto di design e scultura industriale.
Tra interviste sul campo a ex operai e memorie incrociate, la mostra supera la mera cronaca aziendale per farsi racconto antropologico. Un appuntamento suggestivo, dunque, per comprendere come l’arte della fotografia e il rigore della ricerca d’archivio possano riattivare la memoria e svelare le utopie visive del Novecento.Orari: dalle 10 alle 19,lunedì chiuso.
Altre mostre
Palazzo Salmatoris di Cherasco, a partire da sabato 11 luglio, ospiterà la mostra di Mirko Andreoli«Realismo arcano. La luce risplende dove il buio è fitto», curata da Marco Albeltaro e Cinzia Tesio.
La rassegna presenta una selezione del complesso e articolato percorso dell’artista e permetterà al visitatore di immergersi in un mondo in cui le suggestioni dell’arte classica si intersecano con il mondo esoterico.
In esposizione una ricca selezione di disegni a matita e foglia oro su carta, racchiusi in cornici d’epoca scelte dall’artista come ulteriore sottolineatura di un tempo fluido che sintetizza il passato con le istanze del contemporaneo.
Assieme a questa ricerca è poi esposta una selezione di acquerelli nei quali, sotto le sembianze di rilassanti paesaggi agresti, si nascondono presenze provenienti da altri mondi. Nella quiete delle campagne si intravvedono dischi volanti, architetture inquietanti, proprio a segnalare come ciò che si osserva, nella maggior parte dei casi, non è esattamente ciò che è.
Anche nella serie dedicata ai Marabut e l’uovo d’oro, in collaborazione con lo scrittore Diego Riccobene, l’artista si cimenta con una straordinaria perizia tecnica, in una narrazione che affonda le proprie radici nella leggenda, sollecitando l’occhio di chi guarda con una simbologia tanto raffinata quanto straniante.
Fino al 13 settembre.
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Prosegue, alla Fondazione Accorsi-Ometto di Torino, la mostra su Giovanni Antonio Bazzi, detto il Sodoma. Curata da Serena D’Italia, Luca Mana e Vittorio Natale, la rassegna offre un’occasione inedita per riscoprire la fase giovanile e la formazione di un artista eccentrico, capace di fondere le radici piemontesi con le suggestioni del Rinascimento centro-italiano.
Il percorso espositivo è articolato in sette sezioni e vanta oltre cinquanta opere provenienti da prestigiose istituzioni.
Dalla bottega di Giovanni Martino Spanzotti, ai cicli di affreschi in Sant’Anna in Camprena (1503-1504) e nel chiostro di Monteoliveto (1505-1508), nel Senese, per giungere alle straordinarie puntate a Roma, sorretto dalla committenza di Agostino Chigi, Sodoma compie un viaggio che la mostra tenta idealmente di ricostruire.
Info: 011 837 688 int. 3, info@fondazioneaccorsi-ometto.it, fondazioneaccorsi-ometto.it.