Io sto con gli animali di Andrea Avagnina

In fuga

La radura è vuota, il sole è già tramontato ed il collo si lamenta per la lunga immobilità, così mi giro per un’ultima occhiata al bosco ed immediatamente vengo agganciato da un paio di occhi inquisitori sormontati da un piccolo palco appuntito: il capriolo mi punta, sguardo fisso, ad una ventina di metri di distanza. 
Mi blocco immediatamente e pur confidando nel passamontagna fogliato,aspetto che schizzi via all’improvviso squarciando il silenzio con rochi latrati che faranno il vuoto attorno a me per almeno un chilometro. “Peccato” penso “se non fosse arrivato da dietro adesso lo avrei vicinissimo a portata di scatto” ed intanto aspetto da un momento all’altro la sua fuga rumorosa, senza mollare il suo sguardo, immobile come una statua.
Ed invece, incredibilmente, l’animale riprende il cammino puntando alla radura ed ora è lì, dritto davanti a me,ad ispezionare visivamente ed olfattivamente il suo territorio. 
Presto arriverà il tempo dell’amore ed i caprioli non tollerano intrusi, pronti ad ingaggiare inseguimenti che solo raramente culminano con un vero e proprio scontro fisico tra individui dello stesso sesso, ma questa volta non sarà un consimile ad attirare l’attenzione. Le sue narici intercettano un odore fastidioso ma ben conosciuto, un segnale di pericolo che richiede una risposta immediata e per una preda l’unica risposta è la fuga, via da quel nemico che con un colpo secco può rubarti il respiro, il bosco, i suoi profumi e quella femmina che ti sta aspettando: è un attimo, poi il capriolo scappa veloce tra i larici lanciando ripetuti “abbai”d’allarme e lasciandomi lì solo e dispiaciuto per l’accaduto.
Non m’importa nulladelle foto mancate, da tempo ho imparato ad anteporre il benessere degli animali ai miei desideri e nessuno scatto giustifica un disturbo consapevole a queste splendide creature, ma quello che mi rattrista è l’aver spaventato il legittimo proprietario di quel luogo, pur avendo adottato tutte le precauzioni che un appostamento etico comporta, primo fra tutti quello di attendere passivamente il passaggio di un animale cercando di rendermi invisibile e senza andarlo a cercare vagando tra boschi e radure.
Ma quando capitami consolo pensando di aver tenuto in allenamento l’istinto antipredatorio di questi esseri viventi che tanto amo.