Saluzzo: Deposta corona di fiori nello Scalone d’Onore

In ricordo di Damiano

Ogni anno, quando arriva il 2 luglio, la città di Saluzzo torna a posare lo sguardo su una storia che non ha mai smesso di appartenerle. 
È la dolorosa vicenda di Amedeo Damiano, che proprio in quel giorno del lontano 1987 si spense in una clinica di Imola dopo una lunga battaglia iniziata cento giorni prima, il 24 marzo, quando un agguato lo colpì mentre rientrava nella sua casa di corso Italia. 
Aveva 48 anni, era nato a Milano il 21 marzo 1939, e la sua vita si interruppe nel pieno di un impegno pubblico che molti ricordano con gratitudine. 

La vicenda, segnata da un clima di tensione e da pressioni che non furono mai del tutto chiarite, rimane una delle pagine più dolorose della storia della nostra cittadina.
Nel 2017 il Comune decise di fissare quel ricordo in un luogo simbolico: una lapide nello Scalone d’Onore del Municipio, scelta per rendere visibile la riconoscenza della comunità verso l’ex presidente dell’Ussl 63. 

Le ricostruzioni fatte in questi anni hanno sempre indicato quell’attacco come un gesto intimidatorio, un tentativo di fermare il percorso di risanamento dell’ospedale di Saluzzo e della sanità del territorio che Damiano stava portando avanti con determinazione.
Nella mattinata del 2 luglio, proprio sotto quella lapide, l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Franco Demaria ha deposto una composizione floreale. 

Un gesto semplice, ma capace di restituire la misura di una vicinanza che non si è mai affievolita: un segno di memoria, di rispetto, di partecipazione al dolore dei familiari e alla storia di un uomo che ha servito le istituzioni con rigore.
Sono ormai passati trentanove anni dalla sua scomparsa, e la Città di Saluzzo rinnova così il ricordo di Amedeo Damiano, riportando alla luce il suo impegno e la sua dedizione. 
 
 
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