Saluzzo: Il neopresidente Danilo Picca tra nuove intelligenze e sfide professionali

Ordine degli Ingegneri vicino agli iscritti

Danilo Picca, 45 anni, ingegnere edile e architetto originario di Saluzzo e residente a Fossano, è il più giovane presidente nella storia dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Cuneo. Picca ha guidato la lista “InGranda” e ha passato il testimone di tesoriere al collega Paolo Peotta di Verzuolo. 

Ingegner Picca, in un ambiente tradizionalmente associato a lunghe carriere, qual è stato il lavoro che vi ha portato all’elezione? 
«L’elemento determinante è stato la creazione di un gruppo solido che sta lavorando da diversi anni alla promozione delle attività dell’ordine. Non si è trattato di una corsa personale, ma di un progetto collettivo, di una vera e propria vittoria di squadra. La parte più giovane dell’Ordine ha iniziato a darsi da fare convincendo prima i coetanei e poi anche i colleghi più anziani. 
Quello che ha fatto realmente la differenza è stata la coerenza e la congruenza: abbiamo mantenuto le stesse idee e lo stesso atteggiamento per anni. Accumulando esperienza sul campo e facendoci conoscere nel tempo, siamo riusciti a elaborare un’idea comune sull’Ordine». 

Quale idea, nello specifico, vi ha guidato? 
«L’idea che l’istituzione debba essere molto più vicina ai suoi iscritti, recuperando l’utilità reale dell’appartenenza. Guardiamo ad altre professioni non ordinistiche: chi non ha un ordine ne percepisce la mancanza, mentre paradossalmente chi ce l’ha, a volte, non gli dà il giusto peso. C’è un valore nel fatto di essere uniti in un ente professionale». 

Quali erano le attività e le necessità da cui siete partiti all’inizio del vostro percorso? 
«Erano innanzitutto necessità lavorative. In quel periodo entravamo nel mondo del professionismo nel pieno di una dura crisi economica. 
C’era un riversamento di nuovi iscritti molto importante con difficoltà di inserimento nel mercato del lavoro e di affermazione professionale. Avevamo la stringente necessità, ma in quel momento anche il tempo a disposizione proprio perché eravamo sotto-impiegati, di incontrarci, confrontarci e discutere delle nostre esigenze concrete». 

L’iscrizione all’Ordine è vista, a volte, come una tassa annuale obbligatoria, utile per firmare i progetti. In che modo l’ente può rappresentare un reale valore aggiunto per gli associati?
«L’iscrizione viene vissuta come un mero balzello economico nel momento in cui l’Ordine non esprime e non risponde alle necessità quotidiane dei professionisti. 
Quando invece l’ente riesce a incidere su queste dinamiche, i colleghi sono i primi a rendersene conto, ma per farlo devono frequentarlo.
Partecipare attivamente alla vita ordinistica, frequentare le commissioni e le attività diventa un modo fondamentale per conoscersi, fare rete e discutere di questioni specifiche della categoria. 
Questo permette di sviluppare uno “spirito di corpo” che consente di affrontare la professione senza sentirsi isolati o individualmente esposti a qualsiasi fattore esterno. In sostanza, è il gruppo che fa la forza». 
 
Il servizio completo in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 30 luglio 

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