Giovani: La rassegna torna il 12 e il 20 settembre, con due date che legano la bassa e l’alta valle Po

La forza giovane dello Zana Fest

«Eventi semplici, che permettano di vivere il nostro territorio non solo come organizzatori, ma come utenti: vivere nella propria Valle, o progettarlo per il futuro, ci porta a fare le cose davvero, non da turisti, trattando in modo diverso i luoghi, la comunità». 
Zana Fest, quest’anno alla sua terza edizione con questo nome, è ben più di un calendario eventi: è un percorso che, attraverso proposte di musica, cultura e sport, rende protagoniste le comunità. Il bagaglio che il gruppo, che nel 2019 inizia l’esperienza nella proloco paesanese, si trova di fronte sta tutto in una chiavetta usb da 4gb. Oggi? Il Festival a giugno ha acceso Paesana, e in pieno spirito di “Correnti di Valle”, tornerà tra Ostana, Oncino, Crissolo il 12 settembre, e a Revello, Martiniana Po, Sanfront, Rifreddo e Gambasca il 20 settembre. 

Il gruppo che dà vita allo Zana è in continuo movimento con volti sempre nuovi («e i volontari servono sempre!» ricordano), e con il tempo si è ampliato dando vita ad un mosaico di forme e colori diversi: dai 16 ai 70 anni, «è questa la nostra forza – spiegano i volontari –: siamo molto eterogenei, e questo serve dalla progettazione alla messa a terra, dalla comunicazione alle proposte diversificate che riusciamo a offrire. Per noi è una festa, ma è anche lo specchio del posto in cui siamo nati e vogliamo vivere». 
Una cartina tornasole di quella «necessità di innovazione e cura, che ben presto abbiamo capito che era condivisa: spesso i vissuti di Valle sono legati ad una dimensione campanilistica, ed è qualcosa di tipicamente piemontese il “non osarsi”, restando nel proprio piccolo: quando è iniziato il percorso di coprogettazione abbiamo incontrato realtà stupite per il solo fatto di essere riunite, con altre, nella stessa stanza».

«Allo stesso modo – proseguono –, manca un po’ una cinghia di trasmissione che permetta ai cittadini di affacciarsi alla municipalità, condividere le idee con le istituzioni. È essenziale mettere assieme la comunità, ascoltare le idee e portarle al grande pubblico. In Valli che per anni hanno vissuto un impoverimento culturale, ma spesso anche industriale e istituzionale, piani di socialità e attività di qualità servono, se ne percepisce il bisogno». 

Il servizio in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 30 luglio 

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