Regione: Il consigliere Calderoni chiede risorse adeguate per la programmazione

Bene gli accordi di programma territoriale, ma servono più fondi e una visione chiara

Il consigliere regionale saluzzese Mauro Calderoni (Pd) interviene nella settimana di Ferragosto per prendere una posizione sulla programmazione della Regione relativa agli Accordi di programma territoriali. A inizio settimana, infatti, la giunta Cirio aveva presentato il nuovo avviso regionale per la raccolta di proposte progettuali da parte di Comuni e Unioni di comuni. L'intervento dell'ex sindaco di Saluzzo è stato ripreso anche dall'Ansa nazionale e da alcuni dei maggiori quotidiani nazionali.

Calderoni solleva, in sostanza, il problema della visione strategica e dei tempi troppo lunghi nell'iter di progettazione ed erogazione dei contributi destinati alla programmazione territoriale. «Servono priorità per affrontare le grandi sfide del Piemonte afferma Calderoni –. Come ogni estate arriva l'annuncio della Regione sugli Accordi di programma: 5,9 milioni di euro per il 2026-2028. Ma il problema non è solo quanto si stanzia, che oltretutto è decisamente poco rispetto alle esigenze dei territori. Il tema vero è avere una visione strategica: stanzio i contributi per fare cosa e con quale idea di Piemonte. Gli Accordi di programma possono essere uno strumento utile, indubbiamente, e la Regione li utilizza da anni, ma non basta chiedere ai Comuni quali opere vogliono realizzare. Una Regione dovrebbe indicare anche quali trasformazioni vuole accompagnare e quali priorità intende sostenere. Oggi il Piemonte deve fare i conti con sfide enormi: consumo di suolo, crisi idrica, costo dell'energia, riduzione dei servizi nelle aree periferiche, deficit infrastrutturale e dei trasporti, cambiamento climatico e invecchiamento della popolazione. È su queste questioni che dovremmo concentrare le risorse pubbliche, premiando i progetti capaci di produrre cambiamenti duraturi e non semplicemente finanziare qualche opera senza una visione strategica dei territori».

Secondo Calderoni, «c'è poi un secondo problema: la dimensione delle risorse. 5,9 milioni per tutto il Piemonte e per un arco temporale di tre anni non possono certo essere presentati come una grande politica di sviluppo territoriale e, parallelamente, permane il problema delle tempistiche: come già visto nel recente passato, tra l'avviso, la selezione, la graduatoria, la sottoscrizione degli accordi, l'assegnazione delle risorse e la realizzazione delle opere passa troppo tempo».