Alba: L'intervista al prof. Giovanni Succo, presidente dell'Ehns

Si conclude il corso europeo di alta formazione promosso dalla European Head and Neck Society

Si è chiuso oggi, mercoledì 2 settembre, alla Fondazione Ferrero di Alba, il secondo corso europeo di alta formazione promosso dalla European Head and Neck Society (Ehns). 
Tra le novità, presentate agli oltre 200 professionisti sanitari (150 italiani e circa 100 europei), c’è anche un rendering, in formato virtuale e “plastico”, di laringe umana affetta da tumore. 

«Uno strumento importantissimo, per un organo così piccolo, a metà del collo, dove i millimetri fanno la differenza – spiega il prof. Giovanni Succo, ordinario di Otorinolaringoiatria UniTo, presidente Ehns e ideatore dell’iniziativa –. Il modello è stato realizzato, dopo un disegno tracciato “a mano”, al computer, da una radiologa, attraverso l’utilizzo di stampanti 3D ad altissima definizione. Si tratta di un modo per dare al medico la possibilità di sfruttare tutte le informazioni possibili, per la diagnostica e il percorso terapeutico». 
Il dott. Succo sottolinea l’importanza di aver presentato un prodotto simile, che ha richiesto circa sei ore di “disegno” da parte della radiologa coinvolta, ai professionisti più giovani: «saranno loro a sviluppare ulteriormente queste possibilità e hanno una maggiore sensibilità alle nuove tecnologie. Il passo successivo? Far produrre modelli simili alle macchine, con l’utilizzo di intelligenza artificiale, per sveltire il processo e renderlo più accessibile e diffuso: un computer può lavorare incessantemente, integrando miliardi e miliardi di dati». 

La tre giorni alla Fondazione Ferrero, che ha proposto confronti, ma anche lavoro su casi e “aree grigie”, ha puntato sull’approccio multidisciplinare dei professionisti, e integrato dal punto di vista tecnologico: «Ovviamente le persone preferiscono essere curate da una persona anziché da una macchina – evidenzia – ma quando alla professionalità e all’approccio umano del medico si affianca un utilizzo di tecnologie avanzate, il paziente è contento e si sente più sicuro. Non significa dimenticare ciò che è stato insegnato finora, anzi, ma integrarlo con ciò che oggi la tecnologia ci offre». 

Essenziale, per promuovere l’attecchimento di nuove tecniche e linguaggi tecnologici, è la diffusione di una consapevolezza di utilità, obiettivi e metodologie. 
La consapevolezza, però, è fondamentale anche nel pubblico per quanto riguarda prevenzione e segnali d’allarme… Parlando, nello specifico, dei tumori “testa-collo”, Succo spiega: «Dobbiamo riuscire a comunicare “con l’uomo della strada”, ma anche con coloro che fanno da front office e alla sanità di primo livello: dai medici di base ai dentisti. Si tratta di un passaggio importantissimo, sapere che se determinati sintomi proseguono per diverse settimane, allora occorre fare una visita specialistica: un approccio che consentirebbe un’accelerazione nella diagnostica, che per alcuni tumori ha mediamente un ritardo di sei mesi». 
a. gr.