Lutto: Originaria di Bra, aveva 78 anni ed era malata da tempo

La politica cuneese piange la scomparsa di Emma Bonino

Un altro luote scuote la politica cuneese: dopo la scomparsa di Raffaele Costa, è venuta a mancare Emma Bonino, morta a Roma all'età di 78 anni. È stata figura dei Radicali italiani e protagonista per decenni della politica italiana. Attualmente nelle file di +Europa, è stata ministra, commissaria europea ed ex parlamentare, sempre impegnata nelle battaglie per i diritti civili e delle donne. Unanime il cordoglio della politica.

Era stata ricoverata all’ospedale Santo Spirito di Roma il 7 settembre per una crisi respiratoria. Dopo un primo miglioramento, le sue condizioni erano nuovamente peggiorate. Aveva quindi lasciato la terapia intensiva ed era stata trasferita in una struttura privata, secondo quanto concordato tra il medico curante e i sanitari del Santo Spirito.

Nata a Bra nel 1948, Bonino si laureò in Lingue alla Bocconi nel 1972. Nel 1975 fondò il Cisa e adottò quello che sarebbe diventato il "metodo radicale": l’autodenuncia. Finì in carcere per aver sostenuto la pratica degli aborti clandestini, quando l’interruzione di gravidanza era ancora un reato.

L’incontro con Marco Pannella segnò l’inizio di un sodalizio destinato a cambiare la storia dei diritti e del costume in Italia. Nel 1976, a soli 28 anni, Bonino entrò alla Camera dei deputati, alternando le battaglie civili all’impegno internazionale.

Nel 1995 arrivò a Bruxelles come commissaria europea agli Aiuti umanitari e alla Pesca nella Commissione Santer. 

Tornata alla politica italiana, fu ministra del Commercio internazionale nel governo Prodi II, vicepresidente del Senato e, dal 2013 al 2014, ministra degli Affari esteri nel governo Letta.

Nel 2015 annunciò di essere malata di cancro, affrontando pubblicamente la malattia e continuando il proprio impegno politico.

Nel 2017 nacque +Europa, la sua ultima creatura politica, con l'obiettivo di contrastare l'ondata sovranista e riportare l’europeismo al centro del dibattito nazionale. Bonino ne rimase protagonista fino alle dimissioni dalla presidenza all’inizio del 2025.

Con la sua scomparsa, resta il ricordo di una figura simbolo di un’Italia laica, transnazionale e impegnata nella difesa dei diritti civili, capace di portare le proprie battaglie dai temi più controversi della politica italiana ai grandi scenari internazionali.


Il Corriere di Saluzzo è su WhatsApp. Clicca qui per entrare a far parte del canale e rimanere sempre informati sulle ultime notizie