Cuneo: I temi "caldi" all'indomani della manifestazione del 24 ottobre

Futuro Nazionale: «Sicurezza, economia e sovranità: la politica deve tornare alla concretezza»

All'indomani della manifestazione di Cuneo dello scorso 24 ottobre, l'architetto Massimo Allasia, esponente di Futuro Nazionale in provincia di Cuneo, interviene sui temi emersi, affrontando questioni che spaziano dal caro-vita alla sicurezza, dalle sanzioni alla Russia alla gestione dei rimpatri, fino al lavoro dei detenuti e al rapporto tra legalità e reinserimento sociale.

Per quali ragioni Futuro Nazionale ha partecipato alla manifestazione di Cuneo del 24 ottobre?

La manifestazione è nata dalla volontà di portare all'attenzione pubblica due questioni che incidono concretamente sulla vita di famiglie, lavoratori e imprese: l'aumento del costo della vita e la sicurezza quotidiana. Temi che, secondo Allasia, non possono essere affrontati soltanto attraverso dichiarazioni generiche o contrapposizioni televisive, ma richiedono ascolto del territorio, proposte verificabili e responsabilità nelle decisioni.

Il coordinatore provinciale Beppe Lauria ha raccolto le sollecitazioni provenienti dai comitati cittadini, ritenendo importante creare un'occasione di confronto pubblico. All'iniziativa ha partecipato anche il comitato di Savigliano, guidato da Carlo Branca, insieme allo stesso Allasia.

La manifestazione politica, nella visione di Futuro Nazionale, deve rappresentare uno strumento per esprimere il proprio dissenso nel rispetto delle opinioni altrui, senza danneggiare i beni pubblici e senza trasformare la protesta in un pretesto per violenze o vandalismi. «La libertà politica si difende anche dimostrando senso civico».

Sono temi già presenti nel dibattito pubblico. Che cosa intendete aggiungere?

Per Allasia, il problema non è soltanto discutere di caro-vita e sicurezza, ma assumersi la responsabilità di indicare priorità e strumenti concreti. Il dibattito pubblico, a suo giudizio, si concentra spesso sulla ricerca dei colpevoli, mentre sarebbe necessario ragionare su risultati, costi e tempi delle soluzioni.

Sul fronte economico, Futuro Nazionale chiede misure capaci di proteggere il potere d'acquisto e la competitività delle imprese, con particolare attenzione a trasporti, energia e filiere agroalimentari. Per quanto riguarda la sicurezza, le priorità indicate sono la prevenzione, una maggiore presenza sul territorio, la certezza degli interventi e l'effettiva applicazione delle decisioni dell'autorità giudiziaria.

Allasia riconosce che non tutti i problemi possono essere risolti con un'unica misura, ma ritiene altrettanto sbagliato considerare irrealistiche, per principio, le proposte che puntano a rafforzare i controlli, il presidio del territorio e la responsabilità individuale.

Qual è la vostra posizione sul caro-vita e sulle sanzioni alla Federazione Russa?

La posizione di Futuro Nazionale parte dalla tutela dell'interesse nazionale italiano. Secondo Allasia, le sanzioni e la riduzione dei rapporti energetici e commerciali con la Russia hanno comportato costi per l'economia europea, pur non rappresentando l'unica causa dell'aumento dei prezzi.

Sui rincari di gasolio, fertilizzanti ed energia incidono infatti diversi fattori: quotazioni internazionali, costi di raffinazione, rotte commerciali, fiscalità, instabilità geopolitica e riorganizzazione delle forniture.

«Non sosteniamo spiegazioni semplicistiche», precisa Allasia, che ritiene tuttavia legittimo chiedere al Governo e alle istituzioni europee se le misure adottate siano proporzionate e sostenibili e se siano accompagnate da adeguate protezioni per famiglie, agricoltori, autotrasportatori e imprese.

L'Italia, secondo la sua posizione, dovrebbe sostenere una soluzione diplomatica del conflitto e lavorare per ridurre l'escalation, diversificando al contempo le fonti di approvvigionamento e ricostruendo una politica energetica che eviti dipendenze da un singolo fornitore o da una sola area geopolitica. «La pace è un obiettivo politico; la riduzione della dipendenza energetica è una condizione di sicurezza nazionale».

Che cosa distingue la vostra posizione sulla sicurezza?

La sicurezza, sostiene Allasia, non deve diventare uno strumento di propaganda né essere ridotta alla contrapposizione tra chi viene considerato severo e chi indulgente. Significa garantire ai cittadini la possibilità di vivere, lavorare e frequentare gli spazi pubblici senza sentirsi abbandonati.

La proposta si fonda su quattro elementi: presenza visibile delle forze dell'ordine e della polizia locale nelle aree più esposte; prevenzione attraverso il controllo del territorio e la riqualificazione degli spazi; interventi mirati contro spaccio, violenza e recidiva; esecuzione effettiva dei provvedimenti di espulsione quando sussistono i presupposti di legge.

Ogni intervento, precisa, deve essere individualizzato, fondato sui fatti e sottoposto alle garanzie previste dall'ordinamento. «Non si tutela la sicurezza sostituendo la prova con il pregiudizio o la responsabilità personale con l'appartenenza a una categoria. Si tutela la sicurezza colpendo le condotte illecite e restituendo credibilità alle regole».

Qual è la sua valutazione personale?

Allasia ritiene che la sicurezza debba tornare al centro dell'azione politica, senza demagogia ma anche senza rassegnazione. Le amministrazioni, secondo la sua visione, devono conoscere i quartieri, ascoltare i residenti, coordinare i servizi e verificare gli effetti degli interventi.

Anche la scelta di candidati e amministratori dovrebbe valorizzare competenza, esperienza e conoscenza concreta dei problemi. Chi ha maturato esperienze nelle forze dell'ordine o nella gestione della sicurezza può offrire un contributo importante, purché la responsabilità politica rimanga legata a un programma trasparente e a obiettivi verificabili.

«Una città non si giudica soltanto dai grandi eventi o dalle opere di rappresentanza», osserva Allasia. A fare la differenza sono la qualità della vita nei quartieri, la pulizia delle strade, il funzionamento dei servizi, la sicurezza delle stazioni e la possibilità per le famiglie di vivere gli spazi pubblici senza timore.

Qual è il vostro giudizio sui centri per il rimpatrio e sul modello sperimentato in Albania?

Il rimpatrio di chi non ha titolo a permanere nel Paese e non può beneficiare di forme di protezione deve essere effettivo, ma deve avvenire attraverso procedure individuali, controllo giudiziario e pieno rispetto della dignità della persona.

Per Allasia, la fermezza dello Stato non è incompatibile con la legalità: «Al contrario, senza legalità la fermezza diventa arbitrio».

Sul modello sperimentato in Albania, la valutazione dovrebbe basarsi sui risultati concreti e sui costi complessivi. Se gli oneri sono elevati e il numero dei rimpatri limitato, il Governo dovrebbe fornire dati completi e spiegare quali correttivi intenda adottare. Futuro Nazionale non ritiene utile né demonizzare il progetto a priori né difenderlo indipendentemente dai risultati.

Tra le priorità vengono indicate una gestione più efficiente delle identificazioni, la stipula di accordi di riammissione con i Paesi di origine, i rimpatri volontari assistiti quando praticabili e procedure rapide per chi non ha titolo a restare. «Chi ha diritto alla protezione deve essere tutelato; chi non ne ha titolo deve ricevere un provvedimento effettivo e motivato, non una permanenza indefinita nel sistema».

Lei ha proposto di valorizzare il lavoro dei detenuti. In che termini?

Allasia chiarisce di non proporre forme di lavoro coatto o di sfruttamento, ma di rafforzare, nel rispetto della normativa italiana, i percorsi di formazione e lavoro penitenziario finalizzati al reinserimento sociale e alla riduzione della recidiva.

L'ordinamento consente già attività lavorative dentro e fuori dagli istituti penitenziari, attraverso programmi individualizzati, remunerazione, tutela della sicurezza, controllo dell'amministrazione penitenziaria e, nei casi previsti, approvazione del magistrato di sorveglianza.

Su questo modello, secondo Allasia, sarebbe possibile lavorare coinvolgendo imprese, cooperative sociali, enti locali e istituti penitenziari. A sostegno della sua posizione porta anche un'esperienza personale: quando era direttore tecnico di un'impresa edile in Romania, a causa della carenza di manodopera nel Paese, aveva fatto più volte ricorso a detenuti per le attività nei cantieri che gestiva.

La proposta concreta è quella di avviare un programma pilota, con mansioni formative e utili, selezione individuale dei partecipanti, supervisione costante, copertura assicurativa, rispetto dei contratti e valutazione pubblica dei risultati. Il lavoro non sostituirebbe la pena né cancellerebbe la responsabilità per il reato, ma diventerebbe uno strumento di responsabilizzazione e reinserimento.

Come giudica lo svolgimento della manifestazione?

Allasia esprime soddisfazione per lo svolgimento dell'iniziativa, che si è conclusa senza episodi di disturbo. Ringrazia le forze dell'ordine per il servizio prestato e per aver garantito il diritto di manifestare.

Inizialmente Futuro Nazionale aveva valutato una modalità itinerante, ma ha successivamente accolto la richiesta delle autorità di organizzare una manifestazione statica. Una scelta che, secondo Allasia, ha consentito una gestione più proporzionata delle risorse e dei servizi di sicurezza, nel rispetto delle esigenze operative delle forze dell'ordine e della volontà di mantenere la protesta ordinata.

«La libertà di manifestazione e la sicurezza non sono valori contrapposti. Una democrazia matura garantisce entrambe, pretendendo da chi manifesta rispetto delle regole e delle persone».

Qual è il messaggio che Futuro Nazionale vuole lasciare al territorio?

Il messaggio conclusivo è un richiamo alla concretezza dell'azione politica. «Sicurezza significa presenza e legalità; economia significa lavoro, energia accessibile e sostegno alle imprese; sovranità significa poter scegliere, senza dipendenze e senza rinunciare alle alleanze necessarie».

L'obiettivo dichiarato è costruire una proposta nazionale che parta dai territori e dalle esigenze di pendolari, autotrasportatori, agricoltori, artigiani, famiglie e giovani.

«Non promettiamo soluzioni semplici a problemi complessi. Chiediamo però che le istituzioni tornino a stabilire priorità, misurare i risultati e rispondere ai cittadini».

e. g.
 

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