Vangelo

Domenica 8 luglio

Il vangelo di domenica prossima ci spiazza! Gesù con i suoi discepoli torna nella sua patria e comincia a predicare nella sinagoga. La reazione dei suoi conterranei non è delle migliori e tutti si stupiscono di come in un semplice falegname ci sia una così grande sapienza, e come un carpentiere possa compiere prodigi con le sue mani, che siano diversi da semplici oggetti di legno. Forse la reazione di questi uomini non ci stupisce troppo…  semmai ci potrebbe dispiacere. Ma la risposta di Gesù a questa incredulità ci spiazza un poco. Sembra  strano vedere Gesù sorpreso dello scetticismo dei suoi conterranei. Forse questo grande Maestro non conosce i cuori delle persone? Allora perché meravigliarsi? Non sa della fragilità propria degli uomini, non conosce il cammino spirituale di ciascuno? Eppure sembra avere le mani legate e non poter fare nulla. Sembra quasi che Gesù ci rimanga male di non essere riconosciuto nella sua vera identità di Messia. Credo invece che la meraviglia di Gesù sia piuttosto riferita al dispiacere che prova nel vedere come queste persone verso le quali andava, si chiudevano alla possibilità di accogliere una nuova vita, quella annunciata da Lui, a credere possibile ciò che sembrava loro impossibile. Questo passo di Vangelo mi fa pensare ad una bella poesia di Emily Dickinson che credo possa ben indicare l’invito della pagina evangelica di Marco che la liturgia di domenica prossima ci consegna. 
Io abito la Possibilità, una casa più bella della prosa – più ricca di finestre, superbe le sue porte.
È fatta di stanze simili a cedri  che lo sguardo non possiede – Come tetto infinito ha la volta del cielo. La visitano ospiti squisiti. La mia sola occupazione: spalancare le mani sottili per accogliervi il Paradiso.
“Abitare la possibilità”, che non ha troppi muri e confini, ma piuttosto aperture ed orizzonti dilatati, dai quali attendere la novità che il Signore ha preparato e che vuole raggiungerci. “Abitare la possibilità” che le cose, la vita possano essere diverse da quelle che sono sempre state, che Dio possa riservare per noi possibilità insperate, percorsi nuovi, orizzonti e prospettive diverse. Sono orizzonti che il nostro “sguardo non possiede”. Ma la consapevolezza di questo limite piuttosto che ostacolo ne diviene risorsa, perché ci rende capaci della sola “occupazione” che ci è richiesta: “spalancare le mani sottili per accogliervi il Paradiso”, per accogliervi quando di prezioso Dio Padre ha riservato per noi, quanto di bello vuole raggiungerci per la nostra felicità. 
Buona domenica!