Saluzzo: Strumenti modernissimi, ma medici insufficienti. Esami in calo del 75%

La radiologia ridotta al lumicino

La radiologia dell’ospedale di Saluzzo è quasi off limits per i cittadini saluzzesi.

Sebbene il reparto disponga di strumentazioni di ultima generazione, funziona a rilento.
Gli utenti lamentano la carenza del servizio. La direzione dell’azienda sanitaria spiega che manca il personale medico, ma assicura che presto arriveranno nuovi radiologi per far fronte al problema.

I cittadini che cercano di prenotare esami di radiologia tramite il Cup regionale o lo sportello di Saluzzo vengono spesso dirottati su strutture sanitarie in altre città, anche al di fuori dell’Asl di competenza.
Già a inizio anno la situazione appariva difficile, ma si è acuita nel periodo estivo. Recentemente, a una signora è stato offerto un appuntamento a Novara e a un’altra a Pinerolo per una risonanza magnetica. 

A Saluzzo, in questo momento, il servizio di radiodiagnostica offre esami di radiologia tradizionale e Tac senza contrasto. La risonanza magnetica è disponibile, ma è limitata alle piccole articolazioni.
Per esami più complessi che richiedono la presenza di un medico radiologo (oltre ai tecnici), i pazienti ricoverati nei reparti e quelli che arrivano dal Pronto soccorso vengono trasferiti all’ospedale di Savigliano.
Tutti gli altri sono indirizzati alla prima struttura disponibile.

Rispetto al periodo pre-Covid, si è verificato un significativo calo nel numero di esami giornalieri eseguiti a Saluzzo. Prima della pandemia, la media si attestava sui 120 esami al giorno (uno ogni quarto d’ora), oggi scesa a circa 30, il che significa una riduzione del 75% delle prestazioni.

«Il calo dell’attività è legato al numero di medici» spiegano dalla direzione sanitaria dell’Asl Cn1. La struttura complessa di Radiologia dell’ospedale di Savigliano, che gestisce anche il servizio di Saluzzo, diretta dal dott. Giulio Salmè ha visto il proprio organico dimezzarsi negli ultimi tre anni.

Da quindici medici, nella fattispecie radiologi, il numero è sceso a sette. Fino a poco tempo fa, un radiologo veniva inviato a rotazione a Saluzzo per garantire il servizio. Tuttavia, a causa delle dimissioni di due medici tra luglio e agosto, il reparto di Saluzzo è rimasto senza personale specializzato. I tecnici non possono eseguire tutti gli esami, dato che per alcuni è necessaria la presenza di un radiologo. Inoltre, la carenza di personale non permette di assorbire l’intero carico di lavoro. Questa situazione spiega il notevole rallentamento della funzionalità del reparto, in particolare durante il periodo estivo.

Ma c’è una buona notizia: «Entro la metà di settembre – annuncia il direttore generale Giuseppe Guerra - è previsto l’arrivo di un nuovo radiologo, che permetterà di riattivare il servizio a Saluzzo almeno un paio di volte a settimana. La situazione migliorerà ulteriormente nei prossimi mesi: entro la fine dell’anno arriveranno altri quattro radiologi, ripristinando completamente l’attività del reparto». 

La carenza di medici è una criticità generalizzata che si prospetta ancora più grave in vista del futuro ospedale unico. Un’altra incognita è rappresentata dai finanziamenti dell’Inail, che ha l’intenzione di sostenere un solo progetto ospedaliero per regione. In Piemonte, ci sono l’ospedale di Savigliano-Saluzzo e il Pellerina di Torino. C’è il timore che il progetto torinese possa ottenere la priorità. Anche il cronoprogramma ha subito uno slittamento: la presentazione del progetto all’Inail, originariamente prevista per giugno di quest’anno, è stata rinviata a dicembre.