Saluzzo: Il figlio dell’artista richiama l’urgenza di proteggere il lavoro dei giardini della Rosa Bianca

Mural Bolla, patrimonio da proteggere

«La conservazione dell’arte non ha parte politica, è coscienza sociale». Esordisce con queste parole, Nicola Bolla, commentando la segnalazione da parte delle minoranze consiliari, riguardante il monumento nei Giardini della Rosa Bianca, proprio ad opera del padre, Piero Bolla. 

Restaurato nel 2018, il mural, con le tre pareti mosaicate in ceramica, è oggi in via di deperimento: a sottolinearlo, Claudio Capitini, Riccardo Conte, Giovanni Damiano, Alberto Daniele, Nicolò Giordana e Paola Sanzonio, che in una nota sottolineano, “Le parti ceramiche dipinte e raffiguranti temi come la famiglia, il lavoro e l’ambiente, risalenti agli anni ‘60, si stanno già rapidamente deteriorando e rischiano di sgretolarsi irrimediabilmente”. 

La segnalazione è giunta anche al figlio dell’artista che dichiara: «Restaurarli e pensare ad un metodo di conservazione sarebbe un bel gesto nei confronti di mio padre, che ha dato molto alla “sua” Saluzzo e ne ha sempre coltivato l’appartenenza, le radici. Per me ovviamente si tratta anche di un legame affettivo, ma non solo – prosegue –: perdere un’opera d’arte, che è dell’intera comunità, è sempre una sconfitta, e il rischio con il tempo è quello di perderla davvero, per sempre. 
Conservazione, cura e restauro non hanno bandiera: dopotutto si tratta di un bene che è di tutti, quindi di interesse anche per chi amministra, che sia dell’una o dell’altra parte politica, poco importa». 

Oltre ai segni dovuti inevitabilmente al tempo e alle intemperie, occorre ricordare che i murales di Bolla sono collocati in una zona molto frequentata da bambini e ragazzi, «si trovano in uno spazio in cui si gioca a pallone, e non sarebbe giusto né sensato vietarlo: forse sarebbe necessaria una via di mezzo, più controllo nella zona, ma soprattutto un qualche tipo di protezione per un’opera che, visti i materiali scelti all’epoca della realizzazione da mio padre, è molto fragile  – spiega Nicola Bolla. 

Il servizio in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 30 luglio 

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