Saluzzo: Detenuto dell’Alta Sicurezza attacca durante il servizio

Aggressione in carcere, colpita la vicecomandante

Nel carcere di Saluzzo la tensione è tornata a manifestarsi con un episodio che ha coinvolto la vicecomandante, vittima di un’aggressione avvenuta nel tardo pomeriggio di ieri. A colpirla sarebbe stato un detenuto cinquantenne, inserito nel circuito di Alta Sicurezza e considerato vicino ai vertici di un clan della Sacra Corona Unita. L’intervento rapido degli agenti della Polizia Penitenziaria ha impedito che la situazione degenerasse ulteriormente, evitando conseguenze che avrebbero potuto essere ben più gravi.

La notizia è stata resa pubblica dal segretario generale dell’OSAPP, Leo Beneduci, che ha espresso una forte inquietudine per il clima sempre più rischioso che si respira negli istituti penitenziari. Beneduci ha spiegato che, a suo giudizio, «quanto accaduto a Saluzzo è di una gravità assoluta» e che non si può tollerare che una rappresentante dell’Amministrazione Penitenziaria venga aggredita mentre svolge le proprie funzioni. Ha aggiunto che, secondo lui, è particolarmente allarmante il fatto che la violenza abbia colpito una donna impegnata quotidianamente nel proprio ruolo istituzionale, sottolineando come l’episodio riveli un preoccupante indebolimento del rispetto verso le figure femminili che operano all’interno delle carceri.

Nelle sue dichiarazioni, il segretario ha anche evidenziato che le strutture penitenziarie del Piemonte, della Liguria e della Valle d’Aosta – così come molte altre realtà italiane – sarebbero diventate ambienti sempre più ostili per il personale. Ha sostenuto che gli operatori si trovano esposti ogni giorno ad aggressioni e situazioni di rischio elevato, mentre l’organizzazione interna e le misure di sicurezza non sembrano più adeguate a fronteggiare una realtà che si fa via via più complessa.

Beneduci ha poi insistito sulla necessità di un intervento immediato da parte del Ministro della Giustizia Carlo Nordio, affermando che «non possiamo aspettare che si verifichi una tragedia prima di assumere provvedimenti concreti». Secondo il segretario, occorre ristabilire condizioni reali di sicurezza e garantire tutele effettive a chi lavora negli istituti.

Riferendosi nuovamente all’episodio di Saluzzo, ha osservato che la vicenda dimostra come il personale non possa essere lasciato solo e che servano misure urgenti, maggiori garanzie e una gestione del circuito di Alta Sicurezza realmente proporzionata alla pericolosità dei detenuti che vi sono inseriti.

Alla luce di tutto ciò, l’OSAPP ha rivolto una richiesta formale al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria affinché vengano adottati interventi immediati e strutturali, indispensabili per tutelare gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria e garantire la sicurezza degli istituti.