Monviso: L’husky e il suo padrone hanno portato con rapidità i saturimetri all’équipe presente al rifugio Vallanta per le misurazioni

Halley corre e salva gli screening del Cai

«La narrazione (una storia vera!) potrebbe intitolarsi così: “Halley salva la dottoressa D. dalla difficile situazione in cui si era trovata in alta quota”». 

Non si tratta del titolo di un romanzo d’avanguardia, ma della piccola grande impresa di un amico a quattro zampe, e della sua salita verso il Vallanta. È il presidente del Cai Monviso, Riccardo Botta, a raccontarla.  
Non tutti lo sanno ma il Club Alpino Italiano, in collaborazione con la Società Italiana Ipertensione Arteriosa (Siia) e la Società Italiana di Medicina di Montagna (Simem), è impegnato a portare nelle terre alte giornate dedicate alla prevenzione e alla sensibilizzazione, creando all’interno dei rifugi dei presidi temporanei in quota in cui i camminatori hanno la possibilità di sottoporsi gratuitamente al controllo della pressione arteriosa. 

Domenica 23 agosto, “l’ambulatorio del cuore” supportato dal Cai locale era in alta Valle Varaita, al rifugio Vallanta: qui il personale medico-sanitario ha accolto circa 100 camminatori, che si sono sottoposti ai rilievi una volta arrivati al rifugio. La mattinata, però, non ha preso il via come previsto…
«Durante il viaggio in auto verso l’alta Valle con l’amica Paola – racconta Botta – abbiamo ricevuto la telefonata della dottoressa Daniela che, usando il fisso del rifugio, ci ha avvertito che i saturimetri in dotazione per lo screening non funzionavano e che l’infermiera Caterina, partita molto prima di noi, non aveva con sé tale strumentazione. Le abbiamo assicurato di avere due saturimetri in dotazione, e che saremmo arrivati al rifugio intorno alle 10.30… Troppo tardi per l’inizio previsto degli screening!».
Le misurazioni, infatti, vengono eseguite all’arrivo dei camminatori, subito dopo lo sforzo della salita e ad intervalli nei minuti seguenti, fornendo dati preziosi per la ricerca medica e per far comprendere ai frequentatori della montagna come il proprio corpo reagisca allo stress della salita.

«A Castello, alla partenza della nostra ascensione, non abbiamo incontrato escursionisti che camminassero più veloci di noi – prosegue Botta –. Dopo circa un quarto d’ora siamo stati sorpassati da due runners, ai quali però non siamo neanche riusciti a parlare». 
Ma ecco che la soluzione arriva… su quattro zampe!
«Pochi minuti dopo un giovane trekker accompagnato da uno splendido husky, chiamato Halley, ci ha raggiunto velocemente. 
Allora ho provato a domandargli se fosse diretto al Boarelli oppure, come speravo, al Vallanta. La loro destinazione era proprio quella!». 
 
La notizia completa in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 27 agosto

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