Dopo il debutto di EXPOSED Torino Photo Festival, CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di via delle Rosine 18 ha inaugurato la direzione artistica di François Hébel con due imperdibili mostre, fino al 4 ottobre 2026. La prima grande retrospettiva italiana è dedicata a Harry Gruyaert, maestro belga e membro di Magnum Photos. Nato nel 1941, Gruyaert è stato tra i primi in Europa a conferire al colore una dimensione puramente creativa, percettiva ed emotiva, affiancandosi a pionieri americani come Saul Leiter e William Eggleston in un’epoca dominata dal bianco e nero. Il percorso si apre con la celebre serie TV Shots per poi seguire l’evoluzione di un linguaggio influenzato dai viaggi, tra cui l’esperienza in Marocco. Nelle sue immagini la luce e la composizione prevalgono sul puro intento narrativo: dalla pellicola Kodachrome fino al digitale, la sua ricerca celebra il colore come un’esperienza fisica e sensoriale immediata. In parallelo, la Project Room ospita Foto Typo, mostra dedicata a Werner Jeker, figura di riferimento della grafica svizzera classe 1944. Considerato tra i più importanti designer della sua generazione, Jeker ha firmato oltre 800 manifesti per istituzioni culturali, collaborando con leggende della fotografia quali Henri Cartier-Bresson, René Burri e Raymond Depardon. La selezione evidenzia il suo approccio unico, in cui fotografia e tipografia si fondono: Jeker preserva l’integrità documentaria dello scatto amplificandone l’impatto visivo attraverso il testo. Vincitore dell’Infinity Award, la sua opera dimostra una straordinaria autonomia espressiva. Queste due esposizioni complementari ridefiniscono i confini della visione contemporanea a Torino. Info: camera@camera.to.
Altre mostre
Vincenzo Agnetti. Oggi è un secolo, a cura di Chiara Bertola con Virginia Lupo, è la mostra realizzata dalla GAM nell’ambito della QUARTA RISONANZA in collaborazione con l’Archivio Vincenzo Agnetti per celebrare il centenario della nascita di uno dei più importanti artisti concettuali italiani.
A partire dall’opera Photo-graffia del 1980, appartenente alla Collezione e acquistata dalla Fondazione Arte CRT nel 2024, la mostra presenta opere legate alla produzione sperimentale che l’artista ha rivolto alla fotografia, realizzate tra gli anni Settanta e Ottanta.
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Sempre alla GAM torinese è in corso il progetto di Pesce Khete come “Intruso” della QUARTA RISONANZA. L’artista è stato invitato dalla curatrice Elena Volpato a inserirsi nelle sale della mostra “Un altro Novecento. Opere su carta dalle collezioni della GAM” istituendo dei dialoghi inediti tra il suo lavoro e quello di alcune figure principali del Novecento.
Tra gli artisti italiani della sua generazione Pesce Khete è colui che ha scelto la carta come suo supporto elettivo, trovando nella fisicità del foglio la possibilità di inattese “cuciture” di nastro adesivo e insieme l’eccedenza del bianco come silenzio, da rispettare o da infrangere. La sua pittura ha un procedere accidentato, fatto di arresti e ripensamenti, di accelerazioni della mano miste a un’attenta riflessione compositiva. Le sue carte accolgono una libera commistione di tecniche che vanno dal disegno a matita fino alla pittura a olio, commistione in cui si specchia la natura polimorfa della sua ricerca, condotta sempre su una zigzagante linea di crinale: da un lato la felicità dei suoi guizzi di figurazione, dall’altro la forza pura del colore, delle linee, della pennellata.
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Fino all’11 ottobre 2026, gli spazi del MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile di Torino ospitano la mostra “I Nemici del Drake. Enzo Ferrari e le scuderie inglesi”, a cura di Carlo Cavicchi e Mario Donnini con Maurizio Cilli. L’esposizione riunisce 23 vetture iconiche, tra cui 22 monoposto di Formula 1 e la celebre Mini Morris, insieme a documenti, fotografie e memorabilia che restituiscono una delle stagioni più decisive della storia del motorsport. Al centro del percorso, il confronto con Enzo Ferrari e la sfida portata avanti dalle scuderie britanniche tra gli anni Sessanta e Ottanta.
Info: www.museoauto.com