Saluzzo: Maria Elena Delia, portavoce della Sumud Flotilla italiana: dall’impresa del 2025 all’attualità

«Democrazie complici su Gaza»

«Davanti ai nostri occhi abbiamo un sistema globale, che non riguarda più solo ciò che accade ai palestinesi, a Gaza o in Cisgiordania, ma va oltre quel lembo di terra e interessa il Libano, Cuba, l’Iran, Unione Europea e il Sud America. 
Si tratta di una deriva ormai globale, plasmata dall’asse di complicità e sostegno al governo sionista. La politica non è riuscita a rompere i lacci con Israele perché c’è una situazione quasi di ricatto economico, e forse anche d’altro genere, per cui ci troviamo di fronte ad un livello di complicità di proporzioni immense». 

Così Maria Elena Delia, oggi portavoce italiana della Global Sumud Flotilla, descrive la situazione dello scacchiere internazionale. 
A Saluzzo con il libro “Global Sumud Flotilla. La storia siete voi”, ospite della libreria indipendente L’Ortica, dialogando con il libraio Giuseppe Cavaglieri e la consigliera regionale Alice Ravinale, ha coinvolto il pubblico in una riflessione che è andata oltre la sola impresa delle 40 barche, da 44 Paesi, che hanno cercato di rompere il blocco navale israeliano per riportare l’attenzione sul genocidio di Gaza. 

«Credo che non sia solo il modello democratico ad aver fallito – ha evidenziato –, ma nello specifico il modello democratico che ha sposato il modello economico capitalista: questo binomio ha portato alla deriva planetaria ormai sotto gli occhi di tutti».
A dare il via alla presentazione, però, è un elenco di nomi (o meglio, di nomi utente) di chi, nelle settimane precedenti all’incontro ha scelto di condividere sotto a notizie e locandine, messaggi d’odio: «Non so se abbiate letto il libro, ma evidentemente avete già letto abbastanza da sentirvi autorizzati a odiarlo. Una forma di efficienza intellettuale che, devo ammettere, colpisce – ha esordito Cavaglieri –. Avete scelto di non intervenire nel dibattito: avete preferito saltare direttamente alla parte in cui si insulta chi parla. 
È sicuramente un metodo originale per confrontarsi con un’idea. Un applauso virtuale. Perché trovare il tempo per scrivere un messaggio d’odio a qualcuno che non si conosce richiede una dedizione che, sinceramente, non tutti possiedono. Peccato che abbiate scelto di farlo nascosti dietro agli schermi. 

A noi piace parlare alla luce del sole» ha concluso il libraio di via della Resistenza. Assente all’appello infatti chi, su Facebook, aveva manifestato l’idea di partecipare alla serata, con tono di scherno. 
Al riguardo, riferendosi all’impresa della Flotilla, Delia commenta: «Da un lato siamo stati supportati in maniera straordinaria: c’erano le barche, sì, ma c’erano grazie alle persone che ci hanno aiutato. 
Pensiamo ai video di quel settembre, delle piazze gremite. Ci hanno fatto commuovere: non eravamo più solo noi sulle barche, ma c’erano con noi anche le persone dei nostri Paesi. Dall’altra, però – prosegue –, siamo diventati un vero e proprio bersaglio: allora sapere che anche la presentazione di un libro in una libreria a Saluzzo può scatenare questo livore, fa sorridere».
 
La notizia completa è in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 10 settembre
 
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