Saluzzo: Partono dal Marchesato i festeggiamenti per il centenario del celebre canto alpino del maestro Ortelli

"La Montanara" compie 100 anni

La passione per la montagna si fa canto e le storie di due comunità si intrecciano. Sabato 19 settembre, Saluzzo accoglie il coro Ges (Gruppo Escursionisti Scledensi) di Schio, uno dei più longevi cori maschili vicentini, che giungerà in visita ufficiale insieme all’assessore alla Cultura del Comune veneto, l’avvocato Marco Gianesini. L’evento rappresenta la prima e fondamentale tappa di avvicinamento al 2027, anno in cui ricorrerà il centenario de "La Montanara", il canto alpino per eccellenza, che si deve alla genialità compositiva di Antonio "Toni" Ortelli. Un brano ha radici ben salde nella città di Saluzzo: il Maestro lo compose traendo ispirazione dalle nostre montagne, durante le sue frequenti visite nel saluzzese dove vive una sua nipote.

La giornata di domenica prenderà il via nel primo pomeriggio con una visita guidata della città, offerta alla delegazione scledense. Successivamente, alle 17, la musica diventerà protagonista assoluta in piazza Vineis, dove la cittadinanza potrà assistere a un concerto all'aperto eseguito dal coro diretto dal maestro Marco Manzardo. Il repertorio vedrà in primo piano proprio le opere e le melodie legate alla figura di Ortelli.
Durante l'incontro, il coro riabbraccerà la saluzzese Anna Maria Damassin, residente da 60 a Saluzzo, nipote del compositore, sua erede testamentaria e carissima amica del sodalizio veneto. A lei verrà conferito ufficialmente il titolo di Socio Onorario, un riconoscimento simbolico che suggella decenni di affetto condiviso e che prepara il terreno ai grandi festeggiamenti del centenario. 
La Genesi de "La Montanara" affonda le sue radici nel luglio del 1927, quando Toni Ortelli, nato a Schio nel 1904 e trasferitosi in Piemonte per ragioni di studio e di lavoro come disegnatore tecnico, stava compiendo un'escursione solitaria al Pian della Mussa, nel comune di Balme. Fu proprio circondato dalle maestose vette delle Valli di Lanzo che la melodia prese forma spontaneamente nella sua mente. L'autore amava ricordare come le note gli sgorgassero fluide e dolci, quasi a sua insaputa, mentre il sole tramontava dietro la cresta della Bessanese. Successivamente armonizzato dal Maestro Luigi Pigarelli per il celebre Coro della Sat di Trento, quel canto si trasformò rapidamente in un fenomeno planetario, tradotto oggi in ben centoquarantotto lingue e intonato in ogni angolo del mondo.