Brondello: Gli uffici di Cuneo respingono le critiche del sindaco Radosta

Cas, la Prefettura replica

Prosegue il confronto tra il Comune di Brondello e la Prefettura di Cuneo sull’ipotesi di attivare un Centro di Accoglienza Straordinaria nell’ex ristorante La Torre. Dopo la lettera inviata dal sindaco Paolo Radosta alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dagli uffici di via Roma arriva una replica firmata dal prefetto Mariano Savastano e dal responsabile unico del procedimento Giuseppe Zarcone.

La Prefettura respinge l’idea di un mancato coinvolgimento dell’amministrazione comunale, ricordando che il sindaco era stato convocato già a marzo per un confronto specifico sul progetto. In quell’occasione, spiegano gli uffici, furono illustrati nel dettaglio il funzionamento dei Cas, i controlli esercitati sul gestore e sugli ospiti e le possibili ricadute positive sul tessuto locale. Per favorire l’avvio dell’iniziativa, era stato inoltre promosso un contatto diretto tra il Comune e l’ente gestore.
Tra le principali perplessità espresse da Radosta figuravano sia il limitato ruolo riconosciuto ai Comuni nelle procedure decisionali sia l’idoneità dell’immobile destinato ad accogliere i richiedenti asilo. Il sindaco aveva evidenziato come la superficie destinata ad attività ricettiva all’interno dell’ex struttura alberghiera fosse ridotta rispetto alla metratura complessiva dell’edificio.

Su questo punto la Prefettura sostiene di non aver mai ricevuto elementi tecnici in grado di dimostrare reali ostacoli all’apertura del centro. Le obiezioni formulate dal Comune, secondo gli uffici statali, si sarebbero concentrate soprattutto su presunte incompatibilità territoriali e su ipotesi di irregolarità edilizie che, al momento, non risulterebbero documentate. Viene inoltre precisato che la normativa non richiede che l’intero immobile abbia destinazione ricettiva, purché sia garantita la compatibilità urbanistica e la sicurezza dell’alloggio temporaneo delle persone ospitate.

Nella sua lettera, Radosta aveva chiesto una revisione dei criteri utilizzati nei bandi prefettizi, proponendo che venissero considerati il rapporto tra numero di ospiti e residenti, le peculiarità dei piccoli Comuni e delle aree montane, oltre a controlli preventivi sulla conformità degli immobili e a un coinvolgimento formale delle amministrazioni locali prima delle decisioni definitive. Il Sindaco aveva inoltre chiarito di non essere contrario all’accoglienza in quanto tale, ma di ritenere necessario che questa avvenga in condizioni di sicurezza, proporzione e rispetto delle comunità coinvolte.

 
La notizia completa in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 8 ottobre

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