Torino si conferma capitale della cultura visiva con la nuova programmazione di Camera – Centro Italiano per la Fotografia. Dal 17 ottobre, gli spazi di via delle Rosine accolgono due mostre speculari, curate da Walter Guadagnini: da un lato la monumentale retrospettiva su Letizia Battaglia, dall’altro, nella Project Room, la personale di Davide Tranchina. La compresenza di queste figure genera un’occasione critica stimolante, che costringe il pubblico a interrogarsi sullo statuto dello scatto fotografico negli ultimi decenni.
L’esposizione di Letizia Battaglia, coprodotta con il Jeu de Paume, supera la celebrazione istituzionale per diventare documento militante. Attraverso oltre 200 immagini, riviste d’epoca e un docufilm, la mostra restituisce la Sicilia degli anni di piombo e della violenza mafiosa, rifiutando il voyeurismo.
La fotocamera di Battaglia è un’estensione della sua coscienza civile, dove la composizione è diretta, priva di estetizzazioni, focalizzata sulla dignità dei corpi. Nei suoi lavori dato politico e poetica intima trovano connessione e spaziano dalle feste religiose alla realtà dell’ospedale psichiatrico.
Di segno opposto è l’indagine di Davide Tranchina con “Lightyears Away”, dove l’autore sabota l’oggettività del mezzo, muovendosi sull’ambiguità tra analogico e digitale. I suoi vent’anni di ricerca si concentrano sulla decostruzione visiva e sull’artificio costruttivo e la conclusione del percorso in un’opera inedita per Camera dimostra come la fotografia possa smettere i panni di specchio del mondo per farsi puro spazio intellettuale.
Entrambe le rassegne (fino al 7 febbraio 2027, con la Project Room fino al 6 gennaio) dimostrano la vitalità di un centro che stimola riflessioni sulle contraddizioni del nostro tempo.
Info: camera@camera.to.
Altre mostre
Ultimi giorni per visitare, nella Cripta di San Michele Arcangelo di piazza Cavour 12 a Torino, la mostra “Alfredo Billetto. La percettibile morbidezza del colore”, curata da Marcello Corazzini e Giuseppe Biasutti.
L’esposizione, presentata dall’Associazione Culturale Mauric Renaissance Art e patrocinata dalla Città di Torino terminerà infatti sabato 24 ottobre ed offre un’indagine profonda sulla produzione degli anni Settanta del Maestro Alfredo Billetto (1932-2022), artista visceralmente legato al territorio, di cui ha saputo registrare le mutazioni.
Nelle grandi tele realizzate tra il 1970 e il 1978, la Torino delle tensioni sociali e dello smarrimento collettivo viene descritta attraverso un’interiorizzazione sublimata della materia pittorica. Billetto costruisce uno spazio emotivo e sospeso, dove l’armonia compositiva e la plasticità delle forme mantengono un principio di unità strutturale inscindibile.
La drammaticità dell’epoca si sedimenta così nei passaggi cromatici morbidi e nella tensione di figure che evocano presenze e assenze.
Quella di Billetto è una pittura che non grida: assorbe il contesto socioculturale di un’epoca complessa, restituendone la solitudine e, al contempo, la forza unificante di una bellezza plastica che si fa memoria storica, intima e universale. Orari: dal martedì al sabato dalle 15 alle 19. Info: tel. 339-7796065.
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Proseguirà fino al 19 novembre 2026, presso la Sala Volte della Fondazione Istituto delle Rosine a Torino (via Plana 8/C), la mostra personale di Caterina Cucco “Colori. Il segno e la scrittura”, curata da Angelo Mistrangelo e Clizia Orlando.
L’esposizione propone una selezione di opere pittoriche incentrate sul tema dei fiori in tutte le loro declinazioni cromatiche, esprimendo una scrittura per immagini sensibile alla luce e al colore, tra sogni e silenzi.
Nata a Villanova d’Asti ma torinese d’adozione, la Cucco celebra cinquant’anni di attività artistica, caratterizzata da composizioni floreali, figure femminili e nature morte, con importanti tappe espositive internazionali e il titolo di “Artista dell’anno 2019”.
La mostra è visitabile dal lunedì al sabato dalle 15 alle 18.
Il catalogo vanta il progetto grafico di Matteo Cordero, mentre i video sono di Tommaso Ferrein. Info: info@lerosine.it.