Saluzzo: Intervista al comico e presentatore, alla Festa del Libro domenica 25 ottobre con il romanzo comico “Annus Horribilis”

Raimondo, se l’Apocalisse diventa comica

Alla sua prima prova narrativa, Saverio Raimondo fa una full immersion nel Medioevo. Ed è proprio scrivendo “Annus Horribilis” che viene a sapere della Festa del Libro Medievale e Antico di Saluzzo, che si prepara ad accoglierlo nel pomeriggio di domenica 25 ottobre, al Quartiere, in Sala Griselda.

«È ormai qualche anno che gli storici hanno decretato che il 536 dopo Cristo è stato l’anno peggiore della storia: da allora – ci spiega – quella data mi è rimasta in testa. Un anno talmente tragico da strabordare quasi nella comicità. È diventato il mio banco di prova: finora avevo scritto libri comici sì, ma tutti pamphlet, mai narrativa».

Pestilenze, carestie, guerre: nel 536 d.C. non si fanno mancare nulla. Ma com’è stato scrivere il libro e approcciarsi alla materia storica?
«Divertente! Il sesto secolo è relativamente poco documentato, non è molto studiato dagli storici e i reperti sono pochi, anche se non possiamo dimenticare la testimonianza diretta di Procopio!».
«Se da un lato la carenza di testimonianze è uno svantaggio, dall’altro il limite si è fatto virtù – scherza –: lì dove la ricostruzione storica non copriva i fatti, mi sono sentito legittimato a ricostruire con la fantasia, che è la parte più divertente dello scrivere, in fin dei conti». 

Il libro ci accompagna in un viaggio nel tempo, affrontato a fianco di quattro protagonisti d’eccezione: persone comuni. Perché questa scelta? 
«Per la sproporzione comica che viene a crearsi tra la Storia nella sua drammaticità e quattro piccole storie con i loro drammi quotidiani, che oggi chiameremmo “borghesi”. Dal cuore spezzato alla crisi dell’artista, problemi piccoli rispetto alla grande apocalisse di quell’anno!».

Chi, tra i personaggi, ti è rimasto in testa?
«Sono legato a tutti e quattro i protagonisti, ma se devo scegliere, allora vado a pescare tra i personaggi minori: il marito di Licia e il mosaicista che uno dei nostri protagonisti incontra».

Fin dall’incipit del volume, leggiamo di un anno nero del passato, ma ci sembra di trovare riflessi – purtroppo – anche d’attualità…
«L’altra chiave di lettura di “Annus Horribilis” è proprio questa – risponde –: parlare di un passato così remoto che ti sembra di raccontare il 2025, anno in cui ho scritto il libro, questo 2026 e, temo purtroppo, anche il 2027». 


L'intervista completa e il programma in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 22 ottobre

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