Saluzzo: La presenza preziosa della mensa della Caritas diocesana

25.568 pasti serviti in nove mesi

Quando si parla di nuove povertà, non a tutti risulta di immediata comprensione la dimensione di un problema che non riguarda solo, come si potrebbe pensare di prim’acchito, le grandi città.
Anche da noi, dove pure il fenomeno sembra meno evidente, il disagio è presente e non riguarda solo,  come si potrebbe superficialmente ritenere, gli immigrati.
La mensa della Caritas diocesana è nata col precipuo scopo di rispondere ad un bisogno primario: offrire un pasto caldo (pranzo e/o cena) a persone senza fissa dimora, indigenti, disoccupati, famiglie in difficoltà o anziani con pensioni troppo basse per arrivare a fine mese.
Un servizio reso con discrezione perché alla base di tutto c’è l’attenzione alla persona e il rispetto della dignità di ciascuno.
Vediamo qualche cifra per capire l’entità del servizio offerto. 
Nel corso del 2026, fino al 30 settembre, sono stati serviti 25.568 pasti; a luglio 5.800; ad agosto 4131. 
Si prevede che entro l’anno in corso si supereranno i 30 mila pasti.
Considerato che ci stiamo avviando verso la stagione fredda, la proiezione, sulla scorta dei dati dello scorso anno, lascia pensare che nei mesi invernali, quando un pasto caldo diventa una necessità ineludibile per l’organismo, si arrivi a superare i 1.400 al mese.

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