Lo stop all’importazione di carne bovina brasiliana, priva delle garanzie richieste dall’Unione Europea, e la prevista riduzione della produzione europea aprono nuove prospettive per la razza Piemontese e gli allevamenti della Granda. Opportunità da cogliere contrastando le speculazioni sui prezzi e sostenendo il reddito delle imprese agricole.
È quanto ha sottolineato Coldiretti Cuneo al convegno “La razza Piemontese: prospettive e sfide future”, organizzato a Fossano, nell’ambito della 46ª Mostra Nazionale dei Bovini di Razza Piemontese.
Lo stop alla carne bovina brasiliana azzera le forniture da un Paese che rappresentava circa il 25% dell’import europeo. Un risultato importante nella battaglia di Coldiretti per la reciprocità delle regole commerciali, portata avanti anche nel confronto sul Mercosur. A questo scenario si aggiunge la previsione della Commissione europea di una riduzione della produzione di carne bovina dell’9,2% entro il 2035, rispetto alla media degli ultimi tre anni.
Promosso da Anaborapi, ARAP, Coldiretti Cuneo e Comune di Fossano, l’incontro è stato moderato da Luca Gullino, Direttore Anaborapi, con gli interventi di Andrea Albera, Ufficio Ricerca e Sviluppo Anaborapi, e Gianfranco Drigo, Direttore ARAP. Per Coldiretti Cuneo sono intervenuti il Direttore Francesco Goffredo e la referente zootecnica Valentina Pitruzzella.
Al centro del confronto la necessità di garantire regole uguali per tutti, evitando che prodotti ottenuti con standard diversi da quelli imposti agli allevatori europei entrino sul mercato senza adeguate garanzie. Un principio fondamentale per tutelare le imprese agricole e i consumatori.
«La reciprocità non è soltanto uno slogan. Lo stop alla carne bovina brasiliana dimostra che la battaglia condotta da Coldiretti e Filiera Italia può produrre risultati concreti. Ora vogliamo che questi risultati diventino reddito e possibilità di investimento per le imprese. Dare futuro alla Piemontese significa difendere un patrimonio della Granda e il lavoro di chi lo custodisce ogni giorno», ha dichiarato Enrico Nada, Presidente di Coldiretti Cuneo.
Resta alta, tuttavia, l’attenzione sulle dinamiche di mercato. Coldiretti Cuneo segnala l’arrivo di bovini da Spagna, Repubblica Ceca e altri Paesi comunitari, accompagnato da pressioni al ribasso sui prezzi riconosciuti agli allevatori locali, soprattutto nelle contrattazioni dei capi giovani. Una dinamica considerata di natura speculativa, che rischia di comprimere le quotazioni della carne cuneese proprio mentre aumentano i costi sostenuti dagli allevamenti della Granda.
«Occorre intervenire immediatamente su ogni fenomeno speculativo, affinché le opportunità del mercato si traducano nella possibilità concreta di continuare ad allevare e investire. Servono accordi di filiera capaci di remunerare adeguatamente il lavoro delle imprese e valorizzare origine e qualità della Piemontese», ha concluso Francesco Goffredo, Direttore di Coldiretti Cuneo.
Tra gli strumenti di sostegno viene indicato Coltivaitalia, che recepisce numerose proposte di Coldiretti e destina 300 milioni di euro alla zootecnia bovina nazionale. Risorse importanti per sostenere la nascita e l’allevamento dei vitelli, migliorare le strutture e garantire prospettive future al settore.
La sfida, dunque, è trasformare le nuove opportunità di mercato in reddito, investimenti e valore per gli allevamenti della Granda, tutelando la qualità della razza Piemontese e il lavoro delle imprese zootecniche del territorio.
r. c.
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