Saluzzo: Proposta del garante Paolo Allemano di portare una seduta in carcere

Un Consiglio al Morandi

Un intervento che ha attraversato l’aula come un richiamo alla responsabilità della città verso il suo carcere. Nel corso del consiglio del 30 giugno che si è svolto nel municipio di Castellar, Paolo Allemano, garante dei diritti delle persone private della libertà, ha parlato con toni accorati citando protocolli nazionali, linee guida dell’Anci e delibere regionali che invitano i comuni a partecipare attivamente alla vita del carcere, sottolineando che «ritenere che 700 uomini e donne non siano un pezzo della nostra città sarebbe grave e controproducente». 

Il garante ha poi delineato il quadro nazionale, segnato da sovraffollamento, carenze di organico e un numero di suicidi che «equivale a perdere ogni anno una città come Saluzzo». In questo contesto, ha spiegato, Saluzzo rappresenta un’eccezione: «Noi abbiamo una situazione fortunata. La capienza è occupata in media all’80%, non conosciamo il sovraffollamento, abbiamo ruoli dirigenziali finalmente stabili e una presenza significativa di attività formative e culturali». Ha ricordato i cinquanta iscritti ai corsi universitari, i laboratori di scrittura, le iniziative con le scuole, il teatro, e ha aggiunto: «Non ho mai percepito tensione. Quando arriva un allarme dall’esterno, non trovo conferma dentro».  

Questa stagione positiva, però, è minacciata da una circolare dell’ottobre 2025 che vieta gli scambi diretti tra detenuti in alta sicurezza e il mondo esterno. «Laddove ci sono reclusi in alta sicurezza non è possibile avere scambi con il mondo esterno», ha spiegato. «Si possono organizzare spettacoli, ma senza interazione, senza guardarsi negli occhi». Il blocco ha fermato laboratori di lettura, incontri con studenti, attività di scrittura creativa, appuntamenti del Salone del Libro. «Pensare che sia solo un problema burocratico è fuorviante. Il blocco può diventare devastante per uomini che stanno studiando, facendo teatro, ricostruendo un’esistenza». 

Il caso più emblematico riguarda il progetto teatrale previsto per settembre, collegato all’iniziativa “Educare alla legalità”, che ogni anno porta migliaia di studenti in carcere. «La domanda è stata inoltrata mesi fa», ha raccontato Allemano. «La risposta è arrivata solo a giugno: autorizzazione concessa, ma con l’obbligo di fornire l’elenco dei nomi e delle qualifiche di tutti i partecipanti esterni». Poi ha aggiunto: «Immaginate cosa vuol dire compilare centinaia di nomi di studenti e cittadini che vogliono semplicemente assistere a un evento teatrale».  

Il servizio completo in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 2 luglio 

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