Saluzzo: Climatizzazione a macchia di leopardo: la situazione in ospedale e nel penitenziario di Regione Bronda. Difficoltà di adeguare le vecchie strutture

Allarme caldo in corsia, in carcere, nei campi

La morsa di caldo torrido non risparmia gli ospedali. A Saluzzo, a farne le spese sono in particolare i pazienti in attesa nei corridoi e negli ambienti comuni, il personale sanitario negli uffici privi di un impianto di condizionamento, dove l’emergenza del momento viene tamponata con condizionatori mobili. Priorità è stata comunque data ai pazienti ricoverati, garantendo il raffrescamento nelle camere di degenza. 

La Direzione Sanitaria fotografa una situazione complessa, legata a limiti strutturali difficili da superare: «Il problema degli ospedali vecchi, costruiti negli anni Sessanta, è che non si prestano a essere facilmente adattati. In queste strutture è quasi impossibile garantire una copertura al 100% con sistemi di climatizzazione moderni».
All’interno dell’ospedale di Saluzzo si presenta una situazione a macchia di leopardo, dove aree refrigerate si alternano a zone di sofferenza termica. 

Al pianterreno (Blocco E), Prevenzione Serena, Medicina, Dialisi, Radiologia e la mensa godono di una regolare climatizzazione. Al primo piano, il fresco è garantito nel reparto di Ventiloterapia e nel blocco operatorio.
Sempre al primo piano, nei corridoi della sala gessi e dei poliambulatori, invece, ci si deve affidare alle pale dei grandi ventilatori a soffitto, che spesso finiscono per muovere aria calda. Situazione analoga al Pronto Soccorso: qui si tenta di alleviare il disagio con ventilatori portatili.

Il Day Surgery e il laboratorio analisi risultano raffrescati solo in parte.
Negli uffici amministrativi si è cercato di correre ai ripari acquistando diversi condizionatori portatili (cosiddetti "pinguini"), che tuttavia non riescono a soddisfare l'intero fabbisogno, come spiegano il personale e la direzione sanitaria.

Il servizio completo in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 9 luglio 

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