Saluzzo: Ordine del giorno sulla gestione irrigua bocciato dopo il confronto

Acque, è scontro in aula

Una discussione sulle acque irrigue che diventa lo specchio di tensioni più profonde.

È accaduto nel Consiglio comunale del 30 giugno, quando l’ordine del giorno presentato dai gruppi di minoranza è stato respinto dopo un confronto acceso, segnato da divergenze nette tra le parti. 
Giovanni Damiano (Saluzzo Civica), presentando il documento, ha descritto una situazione complessa, in cui «la gestione delle acque si intreccia con interessi diversi, talvolta esterni sia al mondo agricolo sia a quello energetico». Ha richiamato la storia del sistema irriguo saluzzese, ricordando che «i consorzi più ricchi beneficiano dell’acqua proveniente da sud, mentre altri, per ragioni orografiche, ne ricevono meno». Ha denunciato la presenza di «situazioni di ambiguità» e ha sostenuto la necessità di un tavolo comunale che affronti in modo organico le criticità. 

La maggioranza ha replicato con fermezza. L’assessore Gianpiero Bravo ha riconosciuto la gravità del contesto climatico, definendo il mese di giugno «particolarmente siccitoso, con temperature fuori dal comune», ma ha contestato l’idea che il Comune gestisca l’acqua in modo non equo. «La gestione è corretta e non favorisce nessuno», ha affermato, aggiungendo che la normativa vigente, dal deflusso minimo vitale alle prescrizioni provinciali, «non consente al Comune di modificare diritti acquisiti o ripartizioni storiche». 
Il consigliere di maggioranza Paolo Battisti ha sostenuto la posizione dell’assessore, ricordando che «la legge Galli del ’94 ha definito l’acqua come bene pubblico» e che la Regione ha istituito nel 2003 il consorzio di secondo grado, cui Saluzzo ha aderito subito. Ha spiegato che «sono già in corso studi e sperimentazioni sul deflusso ecologico, con costi superiori ai centomila euro», e che il sistema dei consorzi sta lavorando su invasi, ricarica delle falde e coordinamento delle centraline. Battisti ha aggiunto che «il Comune gestisce l’acqua dal 1934 in modo limpido e senza favoritismi», sostenendo che un tavolo comunale sarebbe «insufficiente a risolvere problemi che hanno natura sovracomunale». 

Il servizio completo in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 9 luglio 

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