Acchiappamostre di Anna Cavallera

La mostra della settimana

Come scriveva il magister Sergio Arneodo, l’arte di Giuseppe “Beppe” Viada (1925-2005) si muove nel “cielo limpido della ‘smaterializzazione’, della liberazione dal mondo. Cielo dell’ultima trasparenza, in nome del bello estetico finalmente incrociato con la vita e la fede”.
Dal 12 luglio, il Coumboscuro Centre Prouvençal di Sancto Lucìo di Monterosso Grana, luogo di civiltà provenzale alpina profondamente amato dall’artista nel suo cammino di arte e di fede, celebra questo straordinario interprete della scultura alpina con un’importante mostra omaggio, curata da Enrico Perotto. Giuseppe “Beppe” Viada nasce a Cuneo nel 1925 e trascorre l’intera esistenza nella casa-laboratorio di Basse Stura. 
Cresciuto a contatto con il legno grazie anche alla memoria del bisnonno materno di origini francesi Giovanni Germond, si forma ai corsi serali dell’Istituto Lattes, a bottega presso l’intagliatore Bertone e alla scuola di disegno di Giovanni Lavalle, collaborando negli anni con l’amico pittore Bernard Damiano e legandosi a storici artigiani ed ebanisti cuneesi. Nel dopoguerra avvia una fiorente attività in proprio legata al mobile d’arte barocco, ma è negli anni ‘60 che si consolida lo storico legame con Sergio Arneodo e con il polo culturale di Coumboscuro, dove diventa colonna portante della scuola d’arte locale.
Tra bozzetti, attrezzi e le immancabili buscaje (i trucioli di legno), la mostra documenta la sua straordinaria produzione di soggetto sacro – in particolare i crocifissi lignei, i santi e le figure della Vergine Maria – ma anche i lavori nati nei momenti più complessi della sua esistenza. Ciascuna sculturariflette una storia intima e collettiva. 
Orari: domenica 15/18.30, info e prenotazione: 0171-98707 / 328-6039251 / 377-4184624 / info@coumboscuro.org.


Altre mostre

Sabato 11 luglio 2026 ore 16,30 il Comune di Rittana con la Casa Museo Antonio Carena di Rivoli, MUDRI (Museo Diffuso di Rittana) e l’era granda, aprono la retrospettiva «Il ritmo vitale delle “nuvolazioni”»,dedicata al pittore rivolese Antonio Carena, a un anno di distanza dalla ricorrenza del centenario della sua nascita. 
Presso il Centro Incontri di Rittana, saranno esposte una scelta significativa di una ventina di opere che attestano il percorso brillante e in continua evoluzione della creatività pittorica di Carena, un artista-intellettuale ribollente di energia intellettiva, uno spirito libertario e spontaneamente ribelle a ogni forma di costrizione individuale e a tutti i luoghi comuni della vita quotidiana, specialmente a quelli sorti intorno all’ufficialità dell’arte contemporanea. È giunto all’invenzione iperrealista dei cieli azzurri attraversati da nuvole dipinte in trompe-l’oeil dopo un lungo percorso di ricerca, a partire dagli anni di studio all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, che lo ha portato inizialmente ad elaborare dipinti dall’originale stesura pittorica informale, luminosa e dinamica, per poi sviluppare, in seguito, giochi di sfalsamenti di luce e ambiguità percettive di tipo ipnotico, introducendo l’immagine del cielo, e giungere alle sue famose “cielagioni” (o “nuvolazioni”), una serie di creazioni iniziata già negli anni 1958-1959, in cui i cieli, attraversati da iconiche nuvole, si dispiegano sui più diversi tipi di supporto oggettuale, dalla tela alle pareti di una stanza, dalla pellicola fotografica alla carrozzeria di un’automobile.

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Prosegue, presso le storiche sale di Palazzo Borelli di Demonte, la mostra «Paesaggi interiori - tracce reali», a cura di Marcello Corazzini della CSA Farm Gallery di Torino, in collaborazione con l’Associazione Culturale Amici di Demonte O.D.V..
L’esposizione propone un dialogo inedito tra due linguaggi apparentemente distanti, ma profondamente connessi: la fotografia fenomenologica di Laura Berruto e la pittura dinamica di Egle Scroppo.
La ricerca di Laura Berruto si concentra sulla materia segnata dal tempo, trasformando il degrado industriale in un campo di infinite possibilità percettive; attraverso l’obiettivo, Berruto esplora pannelli metallici rugginosi, rendendoli catalizzatori di un processo psicologico: la pareidolia. 
Info: 338-2086992.