Fermo immagine di Alberto Abbà

Nella traccia di un pittore

C’era la stufa accesa quella sera a Coumboscuro e quando sono entrato in quella stanza eravate già tutti seduti in cerchio per ricordare la maestra Maria, proprio lì, dove aveva insegnato per una vita. Non conoscevo nessuno. Mi son seduto nell’unica sedia ancora libera vicino a te Pierpaolo, accogliendo un tuo cenno del viso. Quando avete iniziato a parlare capivo poco, qualche parola qua e là, solo quelle che del provenzale assomigliavano di più al piemontese. E così hai iniziato a tradurmi quei racconti in diretta, a portata di orecchio, a volte con un tono di voce un po’ troppo alto, tanto da farci arrivare qualche “ssssht!” di rimprovero dai presenti. Dopo la parte dei ricordi e degli aneddoti, i banchi di scuola sono stati apparecchiati con torte, castagne e vino. E così mi hai raccontato della tua passione per la pittura e del tuo studio “Al Canton” a Entracque. Mi hai dato un depliant e invitato ad andare a trovarti. 
Ci siamo rivisti sempre in Valle Grana qualche mese dopo, alla festa del Journ di Rei e dei “ciciu”: quei dolci tradizionali a forma di pupazzo, che anche nonna mi regalava nel giorno dell’Epifania. 
La seconda volta ci siamo già salutati con quel calore degli amici, era bastato poco. Una conoscenza di qualche ora appena e di alcuni messaggi simpatici sui tuoi mille impegni di super nonno e di pittore. Non sono riuscito a venirti a trovare, non c’è stato più tempo. L’ho scoperto scorrendo distratto le notizie sul telefono. La tua fotografia è apparsa d’un tratto, insieme a quei capelli bianchi arruffati inconfondibili e le poche righe per dire che Pierpaolo aveva lasciato questa terra. 
A volte basta poco per sentirsi vicini. 
A volte non si riesce ad afferrare quell’attimo che se ne va.
Nella galleria dei ricordi c’è lo spazio di un tempo breve, autografato da quel tratto di colore che resta impresso sulla tela.
albiabba@libero.it