Io sto con gli animali di Andrea Avagnina

Il combattimento

Ci sono appuntamenti ai quali non posso rinunciare: la stagione degli amori dei cervi è arrivata ed io ho il posto in prima fila! Un bel maschio riposa sotto un sorbo dai frutti color del fuoco emettendo periodicamente un lungo bramito, segnale inequivocabile che le femmine di quel prato sono solo sue!
Il sole tramonta quando un potente bramito squarcia il silenzio del bosco alle mie spalle: mi giro ed intravedo le punte di un palco che risalgono il pendio al di là dei pini raggiungendo in pochi secondi la cresta del versante: il re dell’harem si alza con calma per controllare chi sia lo sfrontato invasore che realizzerà in breve tempo di essere nel posto sbagliato ritornando da dove è arrivato. Ma non è così, il visitatore pare intenzionato a proseguire il suo cammino proprio verso di lui! Il re urina abbondantemente, si scrolla e si risiede nella piazzola rigirandosi sulla terra umida dei suoi fluidi corporei e poi si alza di nuovo puntando nella direzione dell’avversario.
Il filo rosso è stato superato, gli avvertimenti non sono bastati ed ora quanto accadrà è inevitabile ed entrambi lo sanno benissimo: c’è posto per un solo re e l’altro è di troppo.
Il mondo attorno pare fermarsi, l’aria è carica di elettricità come prima di una tempesta ed io mi sento accapponare la pelle: sto per assistere a qualcosa che almeno qui sulle nostre alpi è tutt’altro che facile da vedere e da documentare, qualcosa ben custodito nel segreto del bosco. I due bestioni si avvicinano ed iniziano a camminare fianco a fianco, occhi spiritati e lingua penzoloni: ci siamo, lo scontro sta per avere inizio. Accade in un attimo, i contendenti sono uno di fronte all’altro, testa bassa e palchi in avanti, poi il colpo secco del primo contatto.
Terra e pietre si sollevano insieme alle zampe posteriori, muscoli tesi allo spasimo e rochi versi gutturali che paiono provenire dalle viscere della montagna, non c’è tempo per bramire ma solo per lottare, lottare seguendo l’istinto primordiale per la prosecuzione della specie. Un paio di minuti di combattimento, spinte sovrumane e brividi che mi scendono lungo la schiena mentre scatto a ripetizione per fissare in una foto un momento epico poi l’intruso batte in ritirata con la consapevolezza di aver combattuto con onore e la speranza di poterci riprovare molto presto.
Non credo ai miei occhi mentre controllo le immagini sullo schermo: è buio, meglio rientrare anche se stanotte non dormirò…