Saluzzo: A Montecitorio riconosciuto il lavoro svolto per accoglienza dignitosa e lotta allo sfruttamento

Premio nazionale al metodo Saluzzo

Il lavoro portato avanti negli anni sul territorio saluzzese per garantire ospitalità dignitosa ai lavoratori agricoli stagionali ha ottenuto un importante riconoscimento nazionale. Nella mattinata di giovedì 22 ottobre, a Palazzo Montecitorio, il Comune di Saluzzo è stato premiato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle Condizioni di lavoro durante l’evento conclusivo della terza edizione degli Stati generali della Salute e sicurezza sul lavoro. A consegnare il riconoscimento è stato il presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana.

L’onorificenza valorizza un percorso che ha saputo affrontare concretamente il tema dell’accoglienza dei braccianti stagionali, puntando sulla realizzazione di sistemazioni abitative adeguate, sul contrasto alle forme di sfruttamento e sul progressivo superamento degli accampamenti abusivi. 
Un’esperienza sviluppata anche grazie alle opportunità offerte dal Pnrr e alla collaborazione tra istituzioni, associazioni e realtà del territorio.

A rappresentare il Comune di Saluzzo a Roma è stata la vicesindaco Francesca Neberti. Nel ricevere il premio ha sottolineato come il risultato raggiunto sia motivo di soddisfazione ma anche uno stimolo a proseguire il lavoro avviato. «Accogliamo questo riconoscimento con orgoglio, con la consapevolezza che il lavoro da fare è ancora molto e anche con la convinzione che la strada intrapresa sia quella giusta: costruire risposte concrete, insieme, perché la dignità del lavoro non può dipendere dalla durata di un finanziamento. Deve essere un impegno stabile delle istituzioni. Questo riconoscimento appartiene a tutta la rete che ha lavorato in questi anni: ai Comuni, agli enti del Terzo settore, alle associazioni di categoria e a tutte le persone che hanno contribuito a costruire risposte utili ed efficaci. È il risultato di un percorso che si è sviluppato nel tempo, attraverso la collaborazione e la capacità di tenere insieme competenze, risorse e responsabilità».

Secondo Neberti, il sistema costruito a Saluzzo rappresenta oggi una realtà organizzata e funzionante, ma necessita ancora di strumenti che ne garantiscano la stabilità nel lungo periodo. «A Saluzzo abbiamo costruito un sistema strutturato, ma non ancora strutturale. Ogni anno dobbiamo cercare nuove risorse, partecipare a bandi e trovare le condizioni per garantire la continuità di servizi che non possono essere intermittenti. Se vogliamo che questa esperienza diventi davvero un modello replicabile, dobbiamo fare in modo che non dipenda dalla capacità dei singoli territori di intercettare finanziamenti. Serve una scelta nazionale che dia stabilità a questi percorsi e riconosca che la dignità del lavoro, la prevenzione dello sfruttamento e la sicurezza sono responsabilità permanenti delle istituzioni».
 
La notizia completa in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 29 ottobre

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