Parole da conservare di Cetta Berardo

Il dittatore

Chi è il dittatore? un leader che detiene il potere in modo incostituzionale, autoritario e dispotico, spesso imposto con la forza, recita il dizionario. E nel mondo avanzano le dittature, i regimi autoritari, elencarli è difficile, in quanto il discrimen tra autocrazie elettorali, democrature o dittature è labile. Oggi si assiste ad un declino democratico nel mondo, i numeri dicono che gli stati illiberali sono aumentati negli ultimi dieci anni, che difficilmente crollano, quasi sempre si rafforzano e le vittime sono i cittadini di questi paesi, dove le libertà sono soffocate, i diritti calpestati, le torture lo strumento per eliminare le opposizioni.
La poesia Il dittatore di Gianni Rodari scritta anni fa, ma di un’attualità disarmante, è la metafora che ritrae il mondo come una pagina, dove si muovono delle  parole, rappresentazione allegorica delle persone. Il pedagogista parla di segni di interpunzione, che sono solo un pretesto per far riflettere sul potere, un manifesto contro ogni forma di totalitarismo. Un punto piccoletto,/ superbo e iracondo,/ “Dopo di me” gridava/ “verrà la fine del mondo!”. Quel punto insignificante è l’arroganza di chi comanda, che si sente così potente da sentirsi al centro del mondo e immagina che tutto finisca con lui, ma la sicumera dell’uomo si smonta con la protesta delle parole: “Ma che grilli ha pel capo?/ Si crede un Punto-e-basta,/ e non è che un Punto-e-a-capo”. Così si prendono la scena umiliando il dittatore: Tutto solo a mezza pagina/ lo piantarono in asso/ e il mondo continuò/ una riga più in basso. Il linguaggio è spazio di libertà, unito alla forza di tanti, è il messaggio di Rodari: se le parole decidono di abbandonarlo, il potere del dittatore si svuota. Così è possibile riprendere la vita, andare a capo.