Festa del Libro: Intervista alla medievista Marina Montesano: nella storia, oltre la superstizione

L’arte magica come cartina geografica di culture e civiltà

Anche per la storica Marina Montesano il Medioevo ha il retrogusto della carne, «della selvaggina» sottolinea. Nel nostro banchetto medievale che è andato costruendosi, Montesano porta “a tavola” il racconto di quella cultura materiale spesso guardata con sospetto: sabato 24 ottobre, alla Festa del Libro, la studiosa ha raccontato “Ars magica. Una storia in 20 oggetti”. 

Specchi, ciotole, pietre… Quale valore porta, nello studio della storia, una rilettura smaliziata degli oggetti “magici”?
Dalle ricerche portate avanti, che vanno dall’età tardoantica a quella moderna, spaziando in ogni continente e raccontando tante civiltà, emerge un quadro variopinto che comprende oggetti sacri, divinatori, di protezione. 
«Si aprono le porte di mondi paralleli, un po’ diversi ma tutti legati tra loro – spiega Montesano –: come lo specchio Atzeco di ossidiana, che a distanza di secoli continua ad avere valore divinatorio anche in Occidente. È una circolazione di temi e motivi che ci deve portare ad una considerazione: noi oggi tendiamo a pensare al magico come “superstizioso”, un pensiero che appartiene al passato, ormai privo di valore perché abbiamo la scienza, siamo razionali. In questo modo, però, stiamo svalutando culture: quello che per noi è magia, per altri è religione. L’idea dello studio era quella di rivalutare il pensiero magico: è stata una stagione importante della nostra storia, ha prodotto cultura e per questo dev’essere valorizzato, non marchiato come qualcosa di appartenente ad un passato “ignorante”». 
 

La notizia completa in edicola sul Corriere di Saluzzo di giovedì 29 ottobre

Seguici sui nostri canali
 Facebook, Instagram e Whatsapp